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I "desiderata" e la realtà

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Potrei intitolare quest’articoletto qualcosa come “Desideri impossibili – parte prima”. Magari lo faccio, e se vedete questo come titolo significa che è andata proprio così. Anzitutto non fatevi fuorviare dall’articolo di un paio d’anni fa su Angelo Branduardi: era un articolo critico per molti aspetti (se andate alla pagina dedicata a musica e musicisti lo trovate subito), ma che non cambia la mia opinione su di lui, tant’è che ho già comprato il biglietto per il concerto di novembre!
Di fatto, per capire cosa aspettarmi, ho fatto un salto su un sito dedicato alle scalette dei vari artisti: non c’è tutto, ma molti musicisti sono seguiti da vicino dai loro fans, che hanno modo di tenere sempre aggiornato questo sito.
La scaletta dell’ultimo concerto inserito – a Sommacampagna - era questa ( vi passo il link):

Si può fare Gulliver
Domenica e lunedì
La serie dei numeri
Il cantico delle creature
Il sultano di Babilonia e la prostituta
La predica della Perfetta letizia
Ballo in Fa# Minore
La luna
Sot…

Statistiche, bias e domande esistenziali

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Per cominciare questo breve articolo devo partire dalla definizione di bias e per questo faccio riferimento a Wikipedia, che ne dà le definizioni che seguono: Bias è un termine (di etimologia incerta) che indica un errore sistematico in varie discipline: Bias (psicologia), in psicologia, è un giudizio (o pre-giudizio) sviluppato sulla base delle informazioni in possesso, non necessariamente corroborato da elementi logicamente connessi. Bias (statistica), in statistica, è un elemento distorsivo del campione. Bias (elettrotecnica), in elettrotecnica, è un disturbo sistematico che altera un valore di riferimento. Bias (apprendimento automatico), nell'apprendimento automatico, è l'insieme di assunzioni fatte dall'algoritmo di apprendimento. Qui devo far riferimento alla distorsione del campione intesa in senso statistico perché, dando un’occhiata proprio alle statistiche di consultazione del blog, ho notato alcune ricerche ricorrenti. Il bias, in questo caso, è dovuto al fatto che il…

Come si comincia un romanzo?

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Il punto di domanda del titolo è in pratica obbligatorio: quel che scrivo potrebbe essere valido solo per me e per nessun altro. Probabilmente i meccanismi che portano alla genesi di un romanzo sono simili per tutti; per quel che mi riguarda si tratta di idee che puntualmente scarto perché magari trite e ritrite, o magari sono anche buone, ma non riesco a superare quel gradino che trasforma un’idea in un romanzo. Ultimamente devo averne scartate una buona decina… Del resto qualcuno ha detto che tutto è già stato scritto e che si tratta solamente (solamente?) di rendere in modo diverso un’idea vecchia. Mah, sono e non sono d’accordo: in fin dei conti anche facendo zapping fra i vari canali che in prima o seconda serata propongono ogni sorta di telefilm poliziesco o thriller o giallo possiamo riconoscere dei tratti distintivi, comuni a tutti, ma in dettaglio ogni episodio è diverso dall’altro. Un po’ come dire che gli esemplari di Homo Sapiens sono tutti diversi fra loro pur avendo quattr…

USS Indianapolis e l'importanza della documentazione

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Post poco impegnativo prima della pausa estiva… Come tutti, credo, anch’io sono un po’ lassista in certe cose e pignolino in altre: questo post riguarda – purtroppo per voi che leggete – un aspetto pignoloso del sottoscritto. Qualche tempo fa si discuteva dell’importanza della documentazione nella scrittura, del fatto che per rendere verosimile un romanzo occorre perdere un po’ di tempo anche per documentarsi. E a dire il vero non è tempo perso: ne guadagna il romanzo e la personale cultura dello scrittore. A maggior ragione, però, la documentazione diventa fondamentale nel caso di film che hanno la pretesa di essere storici o che mostrano nei titoli di testa l’abusata formula “ispirato a fatti realmente accaduti”. Ecco, questa frasetta mi dà un po’ sui nervi (a prescindere dalla bellezza del film) perché implica che il regista si prende una buona dose di libertà, scelta non sempre indovinata. E questo ci porta all’oggetto della recensione di oggi: il film “USS Indianapolis” da pochi gior…

Di frasi fatte, di film e di esperienze personali

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Ohibò! E’ già passato un mese dall’ultimo monologo! Vabbè, il tempo passa, anche se a volte non è sempre facile farsene una ragione…


A volte capita di vedere qualche film alla tivù o al cinema e ripensare ai film nei quali sono state dette delle frasi che- per qualche ragione a noi sconosciuta e a ogni modo difficile da capire - ci sono rimaste in mente. Ora, è certo che se qualcuno va in Rete a cercare qualcosa sull’argomento di sicuro lo trova, qui però mi limiterei ai soli film che ho visto personalmente, quindi non troverete in questo post citazioni del tipo “Francamente, mia cara, me ne infischio!” (anche se, secondo logica, l’ho appena fatto).
Come sapete - e non è un segreto nemmeno per l’F.B.I., né per la Digos che, per come penso io, tutto sanno e tutto vedono – la fantascienza è uno dei generi che preferisco, ma non l’unico: mi piacciono anche film più “seri” (le virgolette non vanno intese in senso spregiativo, anzi) e quelli con una certa dose di comicità, meglio se demenziale…

Recensione film: "La mummia" - 2017

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Ben ritrovati! La recensione di oggi riguarda una pellicola uscita da pochi giorni in Italia e che volevo proprio andare a vedere: le anteprime mi sono sembrate davvero buone e facevano presagire un trama interessante e ricca di colpi di scena. Devo dire che “La mummia” versione 2017 (si tratta infatti del remake di una pellicola del 1932 e comunque con trama molto diversa) è un film che parte bene e arriva maluccio. Intendiamoci: non mancano azione ed effetti speciali di prim’ordine, che non fanno rimpiangere i soldi spesi per il biglietto, ma il film contiene diverse pecche (se non siete andati a vederlo e ne avete intenzione cessate qui la lettura del post).


Anzitutto i personaggi: - Nick Morton (alias Tom Cruise): buona l’entrata in scena, in particolare nei primi dieci minuti, in cui dà il meglio di se stesso nelle scene in cui racconta balle al suo superiore, ma poco adatto al ruolo tragico in cui deve calarsi in seguito. Personalmente, considerata la sua parte, avrei preferito un at…