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Visualizzazione dei post da 2015

E' in arrivo Babbo Natale a 0,99 € !

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Bentrovati!
Vi informo che per il periodo natalizio sia GDS Editrice sia Genesis Publishing(e anche qui)metteranno in vendita i loro e-book al prezzo di 0,99 € !

Un'occasione per poter leggere "Diario di Sabet" (GDS) o "Un filo di luce nel cielo" (Genesis), e magari tutti e due!

Per i dettagli vi rimando ai link qui sopra, mentre qui sotto allego la locandina dell'iniziativa di Genesis Publishing

Buon Natale e buone feste a tutti: il blog chiude per ferie natalizie (ma non si sa mai che mi venga voglia di postare qualcosa...)

Scrittura: Scrittura creativa, teoria e pratica. Lezione zero.

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Credo che ormai gli argomenti relativi alla scrittura siano stati sviscerati (ed eviscerati e sezionati) in tutti i modi possibili e immaginabili. Tuttavia vorrei dire la mia sull’argomento in titolo. Anzitutto, per sgombrare ogni dubbio su ciò di cui si parla, faccio il copiaincolla della definizione che Wikipedia dà della scrittura creativa:
La scrittura creativa è ogni genere di scrittura che vada al di là della normale scrittura professionale, giornalistica, accademica e tecnica. La scrittura creativa include romanzi, racconti e poemi. Nata in molti paesi come manifestazione spontanea di giovani scrittori, è diventata un fenomeno di costume, anche con buoni risultati editoriali e con il fiorire di scuole di Scrittura creativa. Anche la scrittura per il cinema e il teatro rientra nella scrittura creativa, ma viene generalmente insegnata in corsi a parte.”
Le sottolineature sono mie.

Scrittura e scrittori: Wayne Walter Dyer

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Mi fa un po’ specie trattare l’argomento “Wayne Dyer” nel mio blog: un po’ perché si tratta di un uomo e scrittore che nonostante tutto – e sebbene alla fine non fossi d’accordo con molte sue idee – aveva sempre una nota di speranza e ottimismo nei suoi scritti; in parte perché a suo tempo ha avuto una certa importanza anche per me. Wayne Dyer, psicologo e scrittore, è morto a Maui (Hawaii) il 29 agosto 2015; alcune fonti in rete indicano un infarto come causa della morte, altre affermano che la famiglia non ha voluto specificarne la causa.


Non intendo soffermarmi sulla sua biografia: anzitutto perché notizie in rete se ne trovano, e se qualcuno mastica un po’ d’inglese non avrà problemi a capire e poi perché nei suoi libri lui ha parlato diffusamente delle difficoltà vissute nell’infanzia e della sua vita difficile – ma sempre indirizzata al miglioramento – che ha portato avanti con impegno incrollabile.

Comunicazione di servizio

Ciao a tutti i lettori,
volendo migliorare la visibilità delle scritte nel blog ho apportato alcune modifiche. Spero di non aver fatto troppo casino.
Inoltre ho aggiornato la pagina "Presentazione e avvisi", in particolare per la parte relativa al copyright.

Aggiornamento:
thank you so much a Simona, che gestisce il blog "Scritti a penna" per aver ospitato un mio breve intervento.
Il link è questo e il blog è fra i miei preferiti. Detto tutto!   ;-)

Recensione film: "Hunger Games: Il canto della rivolta"

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Annuncio ai lettori: questo articolo svela il finale del film. Se non l’avete visto non leggete. Vi ho avvisati!


Il canto della rivolta” mi ha dato l’impressione dell’ennesimo classico caso di saga partita bene e arrivata un po’ maluccio.
Ho visto più o meno tutti i film della serie - non ho letto i libri e non credo che lo farò – e la recensione riguarda infatti l’ultimo di questi film e non i libri, sui quali non posso esprimere un parere.
Il gran finale di “Hunger Games”, nella sua versione cinematografica, lascia un senso di incompletezza e sa molto di occasione mancata. Manca di tensione, e quella che c’è viene persa per strada. Manca di spiegazioni che potrebbero essere utili a chi non ha letto i libri: molte cose vanno prese per buone senza sapere perché. Manca di coinvolgimento da parte dello spettatore, eppure le occasioni non sarebbero mancate. 


L’inizio della saga mi era piaciuto: l’ambientazione, pur nel ‘solito’ scenario post apocalittico era abbastanza originale e se la tro…

Fantascienza vs Fantasy

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Il confronto fra fantasy e fantascienza – o la loro contrapposizione come generi letterari – non è di sicuro una novità nell’ambito delle discussioni più o meno accademiche fra lettori e appassionati dei generi. Se, spinti da una insana voglia di creare conflitti fra persone notoriamente pacifiche, proviamo a gettare con apparente noncuranza una frase del tipo “ma secondo me il fantasy è migliore della fantascienza, che fa schifo” a un ignaro conoscente cultore di fantascienza – o girando la frase al contrario, di fantasy – vi consiglio di procurarvi subito elmetto e giubbotto antiproiettile, perché così facendo ci esporremmo agli strali – e non solo verbali - del fantasysta o fantascientista duro e puro, che difenderà a spada tratta le sue opinioni con ogni mezzo. Non si sfugge alla regola della differenza di trattamento nemmeno in Rete, tant’è che utilizzando “fantasy vs fantascienza” come chiave di ricerca, in Google si ottengono 745.000 risultati, in massima parte centrati sulla di…

Recensione libro: Still Alice

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Sono sicuro che molti di voi avranno visto il film, che ha fruttato l’Oscar a Julianne Moore, attrice che i suoi film li ha scelti abbastanza bene (fra quelli che ho visto in televisione o al cinema ricordo “Chloe”, “Hunger games”, “Il mondo perduto”, “I figli degli uomini”, “La mano sulla culla”) e con una filmografia di tutto rispetto. La sua gavetta l’ha fatta senza tanti clamori ottenendo infine il massimo riconoscimento nell’ambito del suo mestiere.
Qui parlerò brevemente del libro da cui il film è stato tratto.
L’autrice, Lisa Genova, è neuropsichiatra ma questo credo lo sappiate già e non mi dilungo sulla sua biografia, facilmente reperibile in Rete.

Vorrei soffermarmi piuttosto sullo stile di scrittura, che appare – almeno in questo libro - molto scarno ed essenziale, privo di grandi interventi introspettivi o elucubrazioni da parte dei personaggi e basato in pratica sui dialoghi e sulle azioni degli stessi. Difficile dire quanto sia mostrato e quanto raccontato: direi una via d…

Post semiserio: il nome fa il personaggio?

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Uno dei problemi con cui si deve scontrare l’aspirante scrittore è la scelta del nome del/della protagonista, e guardate che qui c’è poco da scherzare: il nome in un libro è tutto e guai a non indovinarlo! Pena la discesa agli inferi dello scritto, lo sprofondamento nel Girone dell’Eterno Dimenticatoio (nota 1) (nota 1a) (nota 1b) e - da ultimo, ma non meno importante – l’azionamento in automatico – per effetto del Perfido Gnomo della Scrittura Imperfetta (nota 2) - della combinazione Alt + Ctrl + Del (nota 2a) che cancellerà istantaneamente ogni traccia del vostro sudato scritto dal pc (anche se non siete collegati a internet, sia chiaro: lo Gnomo non perdona e tutto vede, anche se scrivete al buio) e anche se avete fatto un backup su disco esterno da 512 TeraByte non collegato al pc.
Dunque, tralasciando i classici nomi tipo “Fermo” e “Lucia”, ma anche “Renzo”, che fa tanto da tipo insignificante e che non conosce una sola parola di latino perché alle medie non lo insegnavano e che m…

Robert Sawyer

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Per “Scrittura & Scrittori” parliamo oggi del canadese Robert Sawyer, da alcuni anni presentatosi alla ribalta fra gli scrittori del genere fantascientifico (ma non spaventatevi: non si vive di sola fantascienza e quindi in futuro gli articoli tratteranno anche autori e generi diversi).


Un rapido sguardo alle informazioni reperibili in Rete mostrerà subito come Robert Sawyer abbia fatto incetta di premi letterari, trasposizioni televisive e un Alumni Award of Distinctiondall’Università di Toronto. Sicura prova delle sue capacità letterarie, anche perché a quanto pare è uno dei pochissimi autori che riesce a vivere con i proventi della sua scrittura e sapete bene quanto sia difficile arrivare a un traguardo simile. (Invidia!) La mia prima esperienza con Sawyer risale ad alcuni anni fa quando acquistai “Flashforward”, che mi piacque da subito, sia per il tema di fondo - il libero arbitrio – sia per la scrittura scorrevole e senza fronzoli, che ho scoperto in seguito essere un suo marc…

Recensione libro: "Endurance"

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Come promesso, ecco il secondo articolo sulle esplorazioni antartiche: questa volta si tratta di un evento molto più datato della spedizione Arnesen-Bancroft dell’articolo precedente. Il testo in questione fu pubblicato per la prima volta alla fine degli anni ’50 ed è ristampato da TEA.

Alfred Lansing è riuscito a trasformare in romanzo avvincente quello che dovrebbe essere - in teoria – null’altro che un documentario o un resoconto della spedizione, rendendo così il libro una lettura molto piacevole e scorrevole. La grande ricchezza di dettagli e l’accurata documentazione riescono a far partecipe il lettore delle disavventure di Shackleton e compagni al punto che pare di esserci, tant’è che ho terminato di leggerlo in un paio di giorni!

Recensione: "Nessun orizzonte è troppo lontano"

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Si tratta della relazione - in parte sotto forma di diario, in parte vista dall'esterno - dell'avventura antartica condotta nell'autunno del 2000 dalla norvegese Liv Arnesen e dall'americana Ann Bancroft.

Colpisce il fatto che le due donne, al momento dell'impresa avevano rispettivamente 47 e 45 anni, età decisamente avanti per poter pensare a un'impresa del genere: attraversare l'Antartide senza cani e con le slitte trainate da loro stesse o - nel migliore dei casi e se c'era vento - per mezzo di vele appositamente realizzate. L'iniziativa per le due esploratrici - non nuove simili avventure, avendo percorso anche i territori artici - ha preso l'avvio dal desiderio di compiere un'impresa che non solo potesse trasmettere il gusto per l'esplorazione, ma soprattutto per provare a tutti (e credo anche a loro stesse) che se si hanno dei sogni e ci si dà da fare per raggiungerli spesso ci si riesce. La loro avventura è stata seguita da migli…

Doppia comunicazione di servizio...con gran piacere!

Ciao a tutti! Vi informo - per gli appassionati del genere - che dal 6 al 13 ottobre 2015 Genesis Publishing promuoverà i romanzi di alcuni collaboratori  - tra cui "Un filo di luce nel cielo" del sottoscritto - su Kobo e Amazon al prezzo ridotto di 0,99 EUR. Qui di seguito il link Facebook relativo alla promozione: "Vetrina degli esordienti" EVENTO FACEBOOK: qui
...e un grazie grande come la Via Lattea a Anima di Carta (che potete vedere nella lista dei blog consigliati e a cui potrete accedere con un click sul nome) che ospiterà a breve un mio intervento sull'argomento "Fantascienza"!

I link sono i seguenti: questo e questo .
Quindi, siori e siore.... Accorrete numerosi, accorrete numerosi!

Doppia recensione: "Sopravvissuto"

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Articolo “due al prezzo di uno” questa volta!
Sì, perché qui racconto le mie impressioni sia sul libro “L’uomo di Marte” di Andy Weir, sia sul film che ne è stato tratto: “Sopravvissuto” di Ridley Scott.



Cominciamo col dire che il libro di Weir è scritto incredibilmente bene, direi da vero professionista. Il che per un programmatore come il sottoscritto ha dell’incredibile, ma forse Weir è nato per fare lo scrittore, più che il programmatore.
Il libro è perfetto. Perfetto nella scelta delle parole, nell’uso sapiente dei colpi di scena, nella lunghezza dei capitoli e dei periodi…insomma non ho trovato sbavature. Al massimo qualche lettore amante della trama in senso stretto può trovare un po’ eccessive le nozioni scientifiche presenti nel libro, ma non dimentichiamo che è scritto quasi tutto sotto forma di diario da parte di un tecnico!
A quanto risulta dalle notizie reperibili in Rete, l’autore ha impiegato parecchio tempo per presentare un prodotto che potesse essere davvero valido e rig…

A concerto dal Maestro: signore e signori...Steve Hackett!

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Come già noto, questo blog si propone di esplorare storie e fantasie nella loro accezione più ampia: per questo motivo gli articoli comprendono anche film, musica e recensioni di libri, oltre a quel che riguarda la scrittura in senso (più o meno) stretto. Stante che ho avuto il piacere di assistere a un concerto di Steve Hackett per la quarta volta, lo scorso 25 settembre, posso dire che la sua musica esprime in pieno quella che concepisco come fantasia  - nell'ambito della musica - cioè evocazione, sogno, trasporto. Ascoltare il concerto di Hackett (sono già passati tre giorni!) è stato come un viaggio nel tempo e nelle emozioni. E qui vi mostro alcune immagini :

All'ingresso del Teatro Geox
Il maestro in azione Come sempre grande partecipazione del pubblico e brani strumentali in quantità. Questa la scaletta:
Intro (Coricyan fire) Spectral Mornings
Out of the Body Wolflight Every Day Love Song to a Vampire The Wheel's Turning Loving Sea(dedicata alla moglie Jo Lehmann) Icarus Ascending …
Aggiornata la pagina "Le mie pubblicazioni" con il romanzo edito da Genesis Publishing.

Al momento questo è tutto sull'argomento: in questo periodo sto lavorando a un nuovo romanzo e...se son rose fioriranno!

L'arte di rimettersi in piedi di Amy Purdy

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Sul foglio di guardia di questo libro colpisce la dedica:

"Questo libro è dedicato ai sognatori"
e in un blog come questo, dedicato alle storie, vere o fantastiche che siano, non poteva mancare il riferimento all'onnipresente sogno, che è quel che fa girare il mondo, alla fine.

La seconda e la quarta di copertina chiariscono non solo il titolo, ma anche la dedica: Amy Purdy, infatti, alla giovane età di diciannove anni, perse entrambe le gambe sotto il ginocchio per una infezione batterica che le lasciava poche possibilità di sopravvivenza.
Aggiornata la pagina "Le mie pubblicazioni" con i romanzi editi da GDS Editore.

Perché si scrive? E in particolare: perché di fantascienza?

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Sono certo che leggendo il titolo di questo post vi sarete detti “Ma no! Un altro che scrive un articolo su questa roba! Basta, non se ne può più!”” e avete ragione.

Un pochino.
In effetti non esiste praticamente un sito o un forum dedicato alla scrittura che non riporti da qualche parte questa domanda ripetuta più o meno in tutte le salse.
In realtà la domanda vera, dal mio punto di vista è: “Perché si scrive di fantascienza?” e, avendo realizzato anche qualche breve saggio storico, ci potrei mettere dentro anche qualche considerazione sullo scrivere di storia.
Nel 1985 Einaudi pubblicava “L’altrui mestiere” di Primo Levi, il quale analizzava i motivi per cui si scrive. Levi individuava nove motivi principali, senza tacere il fatto che volendo se ne sarebbero potuti trovare altri, spiegando i motivi della sua scelta.
Riporto qui sotto le parole di Primo Levi, che oltre che pacate sono anche molto oneste, integrandole con mie considerazioni (poi passeremo all’aspetto fantascientifico dell…
Aggiornamento: aggiornata la pagina "Le mie pubblicazioni"

Ex-machina

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L'intelligenza artificiale è da sempre stata uno dei temi più affascinanti per gli autori di fantascienza fin dai primordi della letteratura di genere ("I robot universali di Rossum", che ad ogni modo era un dramma teatrale), proseguendo con i millemila romanzi di Isaac Asimov (qualcuno si ricorda di R. Daneel Olivaw?) e terminando anche col sottoscritto, che nei suoi romanzi li tira spesso in ballo. Il film tratta in pratica del Test di Turing, e per la trama vi rimando senz'altro a quanto potrete reperire in rete; quel che mi preme far notare è la conclusione del regista: Ava dimostra come il suo essere un costrutto dell'uomo e non un prodotto dell'evoluzione (intesa nel senso più 'naturale' del termine e non come variazione e adattamento, che nel suo caso viene invece ad essere completa ed estremamente funzionale) non sia di freno all'acquisizione di quelle caratteristiche che  - piaccia o non piaccia - hanno reso l'uomo quel che è.

Un (ex?) grande: Angelo Branduardi

Comincio questo post ricordandovi che sono stato un grandissimo fan del buon Angelo, e che non mi sono perso un tour, almeno da "Pane e rose" fino al concerto in Piazza del Santo a Padova. E questo la dice lunga, eh!
Però...però...i suoi ultimi album mi fanno pensare che ormai il Nostro abbia ben poco da dire.
Vorrei fermarmi in particolare sulla sua ultima fatica live "Camminando camminando...in tre".
In effetti dei live del Nostro, il migliore- e sempre a mio parere - rimane lo splendido "Concerto"; il resto non è proprio all'altezza di un grande strumentista e compositore come Branduardi.
Prendiamo il primo "Camminando, camminando": è ok per quanto riguarda i brani dagli ultimi dischi e anche per alcune chicche come ad esempio "Vanità di vanità" o "Il violinista di Dooney", ma c'era proprio bisogno di ripresentare "La luna" o "Il dono del cervo" con tutti gli album intercorsi fra questo e il primo l…