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Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

A concerto dal Maestro: signore e signori...Steve Hackett!

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Come già noto, questo blog si propone di esplorare storie e fantasie nella loro accezione più ampia: per questo motivo gli articoli comprendono anche film, musica e recensioni di libri, oltre a quel che riguarda la scrittura in senso (più o meno) stretto. Stante che ho avuto il piacere di assistere a un concerto di Steve Hackett per la quarta volta, lo scorso 25 settembre, posso dire che la sua musica esprime in pieno quella che concepisco come fantasia  - nell'ambito della musica - cioè evocazione, sogno, trasporto. Ascoltare il concerto di Hackett (sono già passati tre giorni!) è stato come un viaggio nel tempo e nelle emozioni. E qui vi mostro alcune immagini :

All'ingresso del Teatro Geox
Il maestro in azione Come sempre grande partecipazione del pubblico e brani strumentali in quantità. Questa la scaletta:
Intro (Coricyan fire) Spectral Mornings
Out of the Body Wolflight Every Day Love Song to a Vampire The Wheel's Turning Loving Sea(dedicata alla moglie Jo Lehmann) Icarus Ascending …
Aggiornata la pagina "Le mie pubblicazioni" con il romanzo edito da Genesis Publishing.

Al momento questo è tutto sull'argomento: in questo periodo sto lavorando a un nuovo romanzo e...se son rose fioriranno!

L'arte di rimettersi in piedi di Amy Purdy

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Sul foglio di guardia di questo libro colpisce la dedica:

"Questo libro è dedicato ai sognatori"
e in un blog come questo, dedicato alle storie, vere o fantastiche che siano, non poteva mancare il riferimento all'onnipresente sogno, che è quel che fa girare il mondo, alla fine.

La seconda e la quarta di copertina chiariscono non solo il titolo, ma anche la dedica: Amy Purdy, infatti, alla giovane età di diciannove anni, perse entrambe le gambe sotto il ginocchio per una infezione batterica che le lasciava poche possibilità di sopravvivenza.
Aggiornata la pagina "Le mie pubblicazioni" con i romanzi editi da GDS Editore.

Perché si scrive? E in particolare: perché di fantascienza?

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Sono certo che leggendo il titolo di questo post vi sarete detti “Ma no! Un altro che scrive un articolo su questa roba! Basta, non se ne può più!”” e avete ragione.

Un pochino.
In effetti non esiste praticamente un sito o un forum dedicato alla scrittura che non riporti da qualche parte questa domanda ripetuta più o meno in tutte le salse.
In realtà la domanda vera, dal mio punto di vista è: “Perché si scrive di fantascienza?” e, avendo realizzato anche qualche breve saggio storico, ci potrei mettere dentro anche qualche considerazione sullo scrivere di storia.
Nel 1985 Einaudi pubblicava “L’altrui mestiere” di Primo Levi, il quale analizzava i motivi per cui si scrive. Levi individuava nove motivi principali, senza tacere il fatto che volendo se ne sarebbero potuti trovare altri, spiegando i motivi della sua scelta.
Riporto qui sotto le parole di Primo Levi, che oltre che pacate sono anche molto oneste, integrandole con mie considerazioni (poi passeremo all’aspetto fantascientifico dell…
Aggiornamento: aggiornata la pagina "Le mie pubblicazioni"

Ex-machina

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L'intelligenza artificiale è da sempre stata uno dei temi più affascinanti per gli autori di fantascienza fin dai primordi della letteratura di genere ("I robot universali di Rossum", che ad ogni modo era un dramma teatrale), proseguendo con i millemila romanzi di Isaac Asimov (qualcuno si ricorda di R. Daneel Olivaw?) e terminando anche col sottoscritto, che nei suoi romanzi li tira spesso in ballo. Il film tratta in pratica del Test di Turing, e per la trama vi rimando senz'altro a quanto potrete reperire in rete; quel che mi preme far notare è la conclusione del regista: Ava dimostra come il suo essere un costrutto dell'uomo e non un prodotto dell'evoluzione (intesa nel senso più 'naturale' del termine e non come variazione e adattamento, che nel suo caso viene invece ad essere completa ed estremamente funzionale) non sia di freno all'acquisizione di quelle caratteristiche che  - piaccia o non piaccia - hanno reso l'uomo quel che è.

Un (ex?) grande: Angelo Branduardi

Comincio questo post ricordandovi che sono stato un grandissimo fan del buon Angelo, e che non mi sono perso un tour, almeno da "Pane e rose" fino al concerto in Piazza del Santo a Padova. E questo la dice lunga, eh!
Però...però...i suoi ultimi album mi fanno pensare che ormai il Nostro abbia ben poco da dire.
Vorrei fermarmi in particolare sulla sua ultima fatica live "Camminando camminando...in tre".
In effetti dei live del Nostro, il migliore- e sempre a mio parere - rimane lo splendido "Concerto"; il resto non è proprio all'altezza di un grande strumentista e compositore come Branduardi.
Prendiamo il primo "Camminando, camminando": è ok per quanto riguarda i brani dagli ultimi dischi e anche per alcune chicche come ad esempio "Vanità di vanità" o "Il violinista di Dooney", ma c'era proprio bisogno di ripresentare "La luna" o "Il dono del cervo" con tutti gli album intercorsi fra questo e il primo l…