Post

Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Scrittura creativa, lezione uno

Immagine
Lezione uno di scrittura creativa…secondo me: non consideratela alla stregua di un manuale o qualcosa del genere. Ci sono un sacco di persone che queste cose ve le possono spiegare meglio e con più metodo. No: in questo post semplicemente farò un sunto del mio modo di procedere in generale, in omaggio al principio che la creatività si può permettere di deviare dalle regole. Ovvero: ci sono delle linee guida che è opportuno e necessario seguire perché si tratta mettere a frutto le esperienze di altri e utilizzare metodi che si sono rivelati validi e che continuano a esserlo, ma questo non significa seguire alla lettera (stavo per scrivere “asinamente”) indicazioni che con un po’ di iniziativa possiamo adattare alla nostra personale inclinazione ottenendo di lavorare meglio. Penso quindi di affrontare per punti la questione della stesura di uno scritto - che può essere un post come un romanzo – e se tutto va bene qualcuno potrà trovarci qualcosa di interessante…spero. Il tutto – ripeto – …

Una poesia di William Butler Yeats

Devo confessare che non sono mai stato un grande amante della poesia, molto semplicemente non ci vado matto. Un po’ come gli amanti dell’hard rock difficilmente sopportano la musica lirica. Non so se rendo l’idea. Al massimo c’è qualche poesia che mi piace. Ogni tanto. Ma penso di aver reso il mio pensiero: dubito che un ascoltatore incallito della musica dei Motorhead o di AC/DC possa stravedere per l’ ”Aida” o “La Traviata”. Non impossibile, ma molto difficile, no? Non ascolto né AC/DC né Motorhead ma prog rock, ambient e new age (di solito), ma il concetto è ugualmente valido. Eppure…a volte capita di trovare delle poesie che parlano in un modo che non ti aspetti, le leggi e in qualche modo riescono ad aprirsi un varco, a entrarti dentro. E’ molto difficile che questo mi capiti, come è molto difficile che io apprezzi il testo di una canzone. Capita di rado trovare dei testi davvero buoni – o che perlomeno riescano a farsi apprezzare da me – tant’è che preferisco la musica strumentale …

Recensione libro: “Le guarigioni del cervello” di Norman Doidge

Immagine
A volte capita di passare in libreria e sfogliare libri su libri alla ricerca dell’ispirazione. Sfoglia che ti sfoglio, vi capita fra le mani qualcosa che pare promettere bene: la quarta di copertina vi attizza, la seconda di copertina pure e sfogliando le pagine sembra che lo stile di scrittura sia spigliato, la traduzione buona e i contenuti pure. Lo comprate, lo leggete e… BAM!
A volte capita di trovare un libro che spaccia per vere teorie non confermate. A volte capita di trovare un libro con riferimenti bibliografici in buona parte autoreferenziali: in pratica i riferimenti sono quelli dei testi prodotti dagli specialisti – o citati come specialisti - quasi senza alcuna conferma indipendente (il solo capitolo 8 ne ha 24 su 82). A volte capita di trovare un libro che come fonti primariecita personaggi e usanze dell’antichità e dei secoli scorsi affermando fra le righe che ne sapevano più di noi sulla cura delle malattie. Come se Koch, Pasteur, Lister e compagnia bella fossero stati dei …

Le soddisfazioni dello scrittore

Fra le piccole grandi soddisfazioni della vita, in quest’era di Internet e virtualità varie, può anche accadere di vedersi citati in quella che- nel bene e nel male – è di solito considerato un punto di riferimento…enciclopedico. Mi riferisco a Wikipedia, nei cui meandri ho scoperto (cercando ulteriori informazioni su alcuni fatti accaduti nella guerra del Pacifico) delle citazioni da un libro del sottoscritto. Si tratta di “La battaglia del Mar di Bismarck”, pubblicato con Prospettiva Editrice nel 2011 e citato come fonte per la stesura di alcune voci:
- la biografia di Masatomi Kimura - gli scontri per la pista di Kokoda
- il bombardamento di Darwin
- l'invasione di Lae e Salamaua

Poca cosa in realtà, ma che mi ha confermato la bontà del libro scritto, visto che viene considerato da Wikipedia fra le fonti primarie. Mi ha fatto sentire orgoglioso del lavoro svolto e riconoscente verso quanti – in Italia, Stati Uniti, Australia – mi hanno dato una mano per la stesura e la pubblicazione ne…