Recensione film: "La mummia" - 2017


Ben ritrovati!
La recensione di oggi riguarda una pellicola uscita da pochi giorni in Italia e che volevo proprio andare a vedere: le anteprime mi sono sembrate davvero buone e facevano presagire un trama interessante e ricca di colpi di scena.
Devo dire che “La mummia” versione 2017 (si tratta infatti del remake di una pellicola del 1932 e comunque con trama molto diversa) è un film che parte bene e arriva maluccio.
Intendiamoci: non mancano azione ed effetti speciali di prim’ordine, che non fanno rimpiangere i soldi spesi per il biglietto, ma il film contiene diverse pecche (se non siete andati a vederlo e ne avete intenzione cessate qui la lettura del post).  
 


Anzitutto i personaggi:
- Nick Morton (alias Tom Cruise): buona l’entrata in scena, in particolare nei primi dieci minuti, in cui dà il meglio di se stesso nelle scene in cui racconta balle al suo superiore, ma poco adatto al ruolo tragico in cui deve calarsi in seguito.
Personalmente, considerata la sua parte, avrei preferito un attore teatrale, in grado di dare maggiore spessore a un personaggio tormentato, dove invece Cruise mi pare ben poco a suo agio.
- Jennifer Halsey (alias Annabelle Wallis): non si può dire che sia la bellona di turno- in effetti per la strada vedo di meglio – ma non è questo il punto.
Il punto è che la sua presenza è del tutto inutile! Non fa praticamente niente e la sua importanza in termini di azione o colpi di scena o rivelazioni è prossima allo zero.  
La sua utilità consiste unicamente nel far capire a Cruise che lui non è del tutto cattivo e può usare i suoi poteri per fare del bene.
Fine della trasmissione.
- palma d’oro per il personaggio horror/simpatico va a Jake Johnson nella parte del sergente Vail. Da vedere, in particolare quando si risveglia come zombiesss dotato di senso dell’umorismo. Altro non vi dico.
- abbiamo di fronte invece un inedito dottor Jekill (Russell Crowe)  che - a mio parere – sta secondo in classifica fra i personaggi riusciti del film. Imperdibile: imperturbabile e sopra le righe, quasi simpatico anche quando emerge l’alter ego Mister Hyde.
- ma il Premio speciale per il personaggio riuscito va a Sofia Boutella nella parte di Ahmanet (ve la ricordate in “Star Trek, beyond” , vero? Era l’aliena coi capelli bianchi). Ha tutto al posto giusto - ehm…- e risulta la più convincente del cast.
L’unica cosa che posso dire – a totale colpa del regista – è che poteva farla ancora più cattiva. L’avrei preferita ancor di più. Oh yeah!

Il film purtroppo presenta degli espedienti narrativi che non mi sono proprio piaciuti, primo fra tutti il modo assurdo in cui viene liberata Ahmanet.

Inizio allarme spoiler! Se sei contro non leggere, non fa per te! Contenuto pericoloso per la psiche dei cinefili!

Allora, Ahmanet viene rinchiusa in un sarcofago sottoterra, protetta da incantesimi e statue magiche e immersa nel mercurio, che ha poteri anticattivi.
Poi arriva Tom Cruise che - vista di falco ma non troppo – capisce che esiste un meccanismo a base di carrucole e contrappesi che può far uscire il sarcofago da dove si trova.
Mapporcavacca! Se volevano tenerla per sempre lontano dal resto del mondo, perché accidenti gli egizi hanno previsto un meccanismo - tra l’altro ben evidente - per recuperarla senza problemi?
Mica costava tanto - o forse sì? – mettere un paio di minuti di film in più in cui trovavano il modo di tirarla fuori!

Seconda scemenza: Ahmanet  - al contrario del miserrimo Imhotep degli altri film della serie – dopo aver succhiato la vita delle vittime le fa risorgere come zombiesss.
Ci potrebbe anche stare, se non fosse per il fatto che gli zombiesss percorrono chilometri e chilometri per raggiungere un posto che nemmeno Cruise / Morton e la Halsey / Jennifer sapevano di dover raggiungere e guarda caso nessuno li vede o li sente (eppure fanno dei versacci rivoltanti) e quel che è peggio arrivano con un tempismo perfetto. Che ci faccia poi l’ambulanza bella pronta sul posto, non è chiaro…

E poi la resurrezione di Cruise / Morton: casca con l’aereo a trecento all’ora, viene ritrovato tutto INTERO (roba che neanche Gandalf riuscirebbe a fare…) e portato all’obitorio.
Fra parentesi, i corpi degli altri membri dell’equipaggio sono parimenti interi, ma queste sono considerazioni da medico legale…
Il resto della banda – Jennifer & co. – entra nella sala mortuaria giusto in tempo per assistere alla resurrezione del Nostro, che in un impeto di pudicizia nasconde le pudenda anche a Jennifer, che tra l’altro le conosce molto bene.
Niente domande, niente ricerche, niente esami, niente di niente: Cruise / Morton è resuscitato, non si sa come, non si sa perché e tutti lo prendono come un fatto non dico normale, ma ci manca poco.

Che poi, se cercano di imbalsamare Ahmanet col mercurio da sveglia per farle perdere i poteri, come fa la sexymummia a scatenare il microragno che prende possesso della mente di uno dei tecnici?
Ah! Ahmanet dalle mille risorse!

Fine allarme spoiler! Se hai letto quello che sta fra gli avvisi in rosso poi non prendertela se il film non ti piace: io ti avevo avvertito!

La pellicola merita una piena sufficienza – in fin dei conti è un fantasy/misterioso/semiorrorifico – ma purtroppo non molto di più, viste le considerazioni fatte poco sopra.
Godibile se non si cerca la coerenza a tutti i costi e si amano gli effetti speciali.
Tra l'altro, il film dimostra che Londra è il luogo con la più alta percentuale di resurrezioni del mondo.
A queste condizioni, buona visione!

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