Il tuo nome sul Sole








Beh, l’ho fatto.
Qualcuno potrebbe considerarla una sciocchezza, ma l’ho fatto!
Da vecchio astrofilo ricordo di aver letto una volta che qualcuno chiese a un cacciatore di comete giapponese come mai certa gente si prendesse il disturbo di scrutare il cielo ogni notte.
La risposta è di quelle tutti - e non solo gli astrofili - dovrebbero tenere in mente:

Per scrivere il proprio nome nel cielo”. 
In qualsiasi modo uno lo voglia intendere.

E quindi l’ho fatto: ho inviato il mio nome perché sia scritto in un microchip che sarà installato sulla sonda Parker Solar Probe e non è uno scherzo:  questo è il sito della NASA relativo all’evento.  
In realtà non sappiamo se la sonda riuscirà a sopravvivere al passaggio ravvicinato col Sole e non ha molta importanza il fatto di avere o no il proprio nome scritto su un chip che probabilmente finirà bruciato a sei milioni di chilometri dalla nostra stella. Solo sei milioni di chilometri. Non ho fatto i conti, ma direi che a quella distanza il Sole dovrebbe avere dimensioni angolari intorno ai 25 gradi: stendete il braccio e aprite la mano come a misurare una spanna. Ecco, grosso modo quelli sono venti gradi, più o meno.
Quel che davvero importa è che in questo modo diciamo: “Ci sono anch’io, mi interessa, voglio sapere cosa c’è, se potessi vorrei esserci di persona. Sappiate che questo pianeta mi va stretto e – sia pure in questo modo imperfetto – è come se fossi là“.
Altro non possiamo fare, ma se non altro – in differita, e sotto forma di byte scritti su un minuscolo circuito – possiamo esserci. 

Questo è il mio atto di presenza:


 
 

Commenti

  1. Fatto anche io ieri :D ! E qualche mese fa avevo inserito il mio nome anche nella sonda InSight, che partirà per Marte a maggio. Questo per dire che a me non sembra una stupidaggine, anzi direi che è una cosa emozionante ^_^ .

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    1. Emozionatissima...checchè ne dica il mondo! :-)

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