Viaggio nel Mistero a Padova


Sulla base di una dritta trovata sul blog di Myrò (link) ho appreso della serie di incontri organizzati dal CICAP nella mia (ex) città (Nota 1). Qui il link .
Cosa sia il CICAP non ve lo sto a dire: sarebbe come chiedere a qualcuno se sa cos’è pane e salame.
Quindi, lo sapete tutti.
Ad ogni modo, ho partecipato ai primi due incontri: il primo trattava delle esperienze di pre morte: il secondo degli antichi astronauti.
 
 
Per quel che riguarda il primo incontro (per i dettagli e i relatori vi rinvio al sito del CICAP) mi aspettavo un atteggiamento non dico ‘aggressivo’ ma fortemente polemico, conoscendo per fama – e non ancora per esperienza diretta – l’atteggiamento molto scientifico del Comitato su taluni argomenti.
Sono invece rimasto molto favorevolmente colpito dal tono rispettoso e a volte dimesso che ha preso l’incontro: come chiaramente spiegato dalla relatrice Marta Annunziata, il CICAP si ferma fino al punto in cui il fatto è spiegabile con quello che la ragione e la scienza ci possono dire e non interviene in ciò in cui crede il singolo e men che meno nell’ambito della fede in qualcosa. Il tutto nel massimo rispetto delle personali opinioni.
E’ stato un bel biglietto da visita, che mi ha invogliato a seguire con interesse la dissertazione.
L’esposizione è stata chiara e bene argomentata, pur riconoscendo che ci possono essere casi non ancora spiegati, ma con la fiducia che il progresso nella conoscenza ci porterà a comprendere anche gli aspetti al momento non spiegabili del fenomeno.
Penso che si tratti di un atteggiamento senz’altro positivo, a patto di non cadere nell’eccesso opposto, vale a dire una sorta di fideismo nei confronti della scienza. Cambierebbe l’oggetto sul quale si pone fede ma non l’atteggiamento.
Gli argomenti trattati sono stati pressappoco quelli che conoscevo, letti su diverse pubblicazioni (un paio delle quali recensite anche in “Storie e Fantasia”), e sono rimasto un po’ sorpreso dalla quasi totale mancanza di interventi da parte del pubblico, vista l’importanza dell’argomento.
Dico ‘importanza’ perché si tratta di qualcosa che - chi prima chi dopo – ci riguarderà tutti, ma non saprei dire se l’atteggiamento del pubblico sia da attribuire a curiosità poco soddisfatta, o al fatto che magari molti erano già ferrati in materia e non hanno trovato niente da dire o da chiedere, o che altro.
Posso dire però di aver notato grosso modo due atteggiamenti prevalenti: da una parte chi era fermamente convinto che il fenomeno sia spiegabile completamente su base scientifica (quelli che annuivano continuamente una frase sì e una no) e gli altri, che però mi sono sembrati - non dico apatici – ma scarsamente interessati alle spiegazioni esposte (ma magari mi sbaglio).
Per parte mia alla fine dell’incontro, ho avuto un breve scambio di battute con la relatrice, che mi ha confermato l’ottima impressione che già ne avevo.  
Ad ogni modo la prima esperienza, visto com’è andata, mi ha fatto venir voglia di assistere anche alla seconda.
 
 
Il secondo incontro - come dicevo sopra – era centrato sui miti degli antichi astronauti (nota 2) e presentato da Marco Ciardi che, in modo inaspettato e per me davvero interessante, ne ha parlato sotto l’aspetto storico, partendo cioè dalle prime pubblicazioni sull’argomento e passando poi per le filosofie che hanno dato origine al filone, per i film, i romanzi e così via.
Devo dire che non avrei pensato che questo mito – dal punto di vista letterario – potesse risalire all’indietro fino al diciottesimo secolo (in realtà anche molto prima), e i legami fra i vari aspetti sono stati secondo me molto bene evidenziati.
Non sono mancati i riferimenti alle piramidi – egizie e non – alle piste di Nazca, all’astronauta di Palenque. Tutti argomenti spiegabili alla perfezione nel contesto culturale delle epoche considerate.
Purtroppo il buon Ciardi ha scelto un argomento che – per sua natura – avrebbe richiesto un incontro della durata di diverse ore e non dell’ora o poco più cui era costretto.
E’ stato un peccato, perché avrei preferito una ‘Maratona Sugli Antichi Astronauti Fino Allo Sfinimento’ piuttosto che la ‘toccata e fuga’ che c’è stata, ma non è colpa sua se i limiti di tempo erano stringenti.
Un po’ più frequenti stavolta gli interventi del pubblico, dove ho notato qualcuno che durante la spiegazione, telefonino alla mano, si andava a cercare in Rete qualcosa sull’argomento.  
Credo che all’incontro ci fossero anche alcune persone che non si aspettavano di sentirsi dire quel che hanno sentito e se ne sono andate durante la relazione. Magari non erano d’accordo.
Sono previsti altri quattro incontri e non so se potrò parteciparvi, ma se dalle vostre parti il CICAP dovesse organizzare qualcosa del genere penso che – quali che siano le vostre convinzioni – non ne rimarrete delusi.    
 
Nota 1: adesso vivo in un paesello di duemila anime o poco più non molto lontano da Padova: trovo la vita qui molto più sopportabile e a misura d’uomo – come si usa dire.
In città ci vado perché serve (per lavoro, per comprare qualcosa in un determinato negozio), ma appena posso sto lontano da quella che una volta consideravo una bella città.    
Nota 2: potrei dire che fin da ragazzo ero ferrato in materia, e mica per niente mi sono letto tutti i libri di Peter Kolosimo sui quali son riuscito a mettere le mani!  

Commenti

  1. Interessanti i due incontri. Davvero curioso che il primo non abbia suscitato interventi, direi un'occasione sprecata per poter approfondire. In queste cose di solito si tende ad avere un atteggiamento radicale, mentre l'apatia proprio non te l'aspetti. Mi fa invece sapere del tono pacato da parte degli oratori, anche perché alcuni anni fa avevo conosciuto un tizio del CICAP che si era dimostrato decisamente poco disponibile al confronto.

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    1. Ha sorpreso anche me quello che ho interpretato come scarso coinvolgimento da parte del pubblico, ma forse di tratta soltanto di pudore nel parlare di esperienze vissute come estremamente personali: come sottolineato dalla relatrice, dal punto di vista statistico almeno una o due persone fra quelle presenti (circa 80) avrebbero dovuto avere una NDE!
      Per il resto, anch'io in prima battuta mi aspettavo un atteggiamento più radicale, ma sono stato contento che i relatori non fossero fra i talebani del CICAP (in questo caso, ma se ne trovano ovunque!), e di questo devo dare loro atto.

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  2. Ecco qua .. io non sono potuta andare all'incontro che più mi interessava, ossia quello con Polidoro. Tra l'altro ho anche subito un tentato furto in casa quei giorni, così abbiam preferito stare nei paraggi (andare a Padova avrebbe comportato una lunga assenza..)
    Non conosco la città, confesso di non esserci ancora mai stata, però frugando in internet ho visto che i parcheggi han prezzi da matti, quasi da farmi rimangiare tutto quello che ho detto e pensato finora dei parcheggi a Bolzano o Positano :D

    Sul radicalismo dei soci Cicap ci tengo a dire quel che ho imparato durante gli anni della militanza. Gli atteggiamenti aggressivi e tendenti allo scientismo son sempre stati scoraggiati dai vertici; tra l'altro i vertici han sempre fatto sapere che in pochissimi sono autorizzati a parlare A NOME del CICAP, tutti gli altri son sempre tati invitati a specificare che quando parlano, o debunkano, che lo facciano a titolo personale. Non bisogna infatti confondere i debunker (e ce ne sono tanti, nel web) col CICAP vero e proprio.
    Una cosa che ad alcuni è sembrata eccessiva, come lo era lo statuto non molto democratico (che poneva i vertici in una posizione di assoluta intoccabilità), ma il cui scopo era/è quello di evitare che l'organizzazione cadesse in mani poco affidabili. Così decise il buon Piero Angela al momento della fondazione.
    Ora non so se qualcosa è cambiato, il gruppo CICAP del Trentino è stato malamente abortito da alcuni membri, e io non ho più avuto il tempo e la voglia di starci dietro, benché mi manchi parecchio.

    Anyway, contenta di aver dato una buona dritta. Ogni tanto, tra una baggianata e l'altra, qualcosa di utile la pubblico anche io, gnegnegne :D
    Ciaociao

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  3. Ciao Myrò, confermo che i prezzi dei parcheggi a PD ti costringono a fare un mutuo trentennale, e solo se conosci bene il posto puoi sperare di trovare un raro e mitico parcheggio con le strisce bianche e senza la scritta "60 minuti". In caso di tua visita alla città consiglierei di parcheggiare qualche chilometro fuori e prendere un mezzo pubblico (anche se la qualità dei trasporti va sempre peggio...).
    Per il resto, posso dire che sono rimasto bene impressionato dagli incontri ai quali ho assistito, proprio perché avevo sentito parlare di atteggiamenti non propriamente "aperti" nei confronti del dibattito, per cui mi è andata benissimo!

    ciao!

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