Le mie pubblicazioni

 
24 settembre 2015

Con questa si conclude - almeno per ora - la carrellata sulle pubblicazioni del sottoscritto, sperando che in futuro ce ne siano altre di valide da meritare la pubblicazione.

"Un filo di luce nel cielo" rappresenta la mia prima collaborazione con Genesis Publishing, Casa Editrice che mi ha fatto un'ottima impressione e che fa il suo lavoro in fretta e bene: pensate che fra l'invio del manoscritto e la loro risposta sono passati meno di due mesi, che nel settore editoriale equivale a correre a più non posso!

COLLANA: InSci-Fi
GENERE: Tecno-Thriller, Apocalittico
PREZZO: € 3,99
PAGINE: 180
ANNO: 2015, 22 Luglio
ISBN Kindle: 978-88-98769-88-9
ISBN ePub: 978-88-98769-89-6
Attualmente disponibile.
 
 

Il  titolo del libro è stato in forse per parecchio tempo, durante la stesura: non sapevo che titolo dare. Poi mi sono ricordato di un'immagine che mi ha semplicemente lasciato a occhi sbarrati dalla meraviglia...e ho adottato appunto questo titolo.
Non so se qualcuno di voi ha visto quel film di fantascienza che si intitola "Prometheus": a pochi minuti dall'inizio la sequenza si posa sull'immagine dell'astronave che viaggia fra le stelle lasciandosi alle spalle un filo di luce.
L'effetto che mi ha fatto vedendola sul maxischermo al cinema (ero alla distanza giusta per poterlo abbracciare tutto con lo sguardo) è stato di autentica meraviglia e avrei voluto che le sequenza durasse di più, tanto mi è piaciuta.
Il titolo allude ovviamente a qualcosa che ha a che fare con la narrazione e l'idea che sta alla base del romanzo non credo sia nuova, sebbene non abbia notizia di pubblicazioni su questa falsariga, ma importa poco, soprattutto perché è impossibile riuscire a rimanere aggiornati su tutte le pubblicazioni!

Ad ogni modo un giorno, verso il tramonto, stavo ammirando il Sole e pensai fra me e me qualcosa del tipo: "Beh, meno male che a quanto dicono il Sole durerà ancora qualche miliardo d'anni". Per poi pensare subito: "E se non fosse vero? E se si fossero sbagliati?"
Da qui l'idea di base per il romanzo, che ho pensato di strutturare in modo del tutto nuovo rispetto ai precedenti.

In pratica la narrazione è in prima persona e in ordine cronologico, ma ogni personaggio racconta quanto accade dal suo punto di vista grosso modo a partire dal momento precedente...visto da qualcun altro, tant'è che ogni capitolo indica chi sta parlando.

Leggendolo si potrebbe pensare che ci siano più eroine che eroi: in realtà non ci sono eroi nel senso 'classico' del termine, ci sono persone che  - prese in cose più grandi di loro - fanno del loro meglio per cavarsela...un po' come se avessi voluto ribellarmi allo stereotipo del/della bellone/a super (a scelta fra 'palestrato/a'  - gnocco/a - che sa far tutto - con un sorriso a trentadue denti che ti fa sciogliere)  e che se la cava meglio di MacGyver nelle sue improbabili avventure.  

Per inciso: adoro le avventure di MacGyver, proprio perché riesce a tirar fuori il meglio anche nelle situazioni peggiori, ma questa è un'altra storia.

Vi lascio con la quarta di copertina

"In un mondo dove l’esistenza è precaria e senza certezze, e lo Stato assomiglia sempre più a un nido di corrotti, l’appartenere a una Corporazione – e in particolare della corporazione di Scienza e Tecnica – è considerato il massimo cui si possa aspirare: uno dei pochi posti in cui si vive bene e ognuno fornisce il suo contributo al benessere comune.
Qualcuno riesce a farne parte – e qualcuno invece ne esce – ma pochissimi al suo interno conoscono la natura del disastro che colpirà tutti indiscriminatamente.
La realizzazione del Progetto viene considerata l’unica possibilità di salvezza e per questo la Prima fra le Pari – a capo della corporazione di Scienza e Tecnica – incarica Lys, sua guardia del corpo, di recuperare Samuela Fioravanzo, l’unica persona rimasta che possiede le conoscenze necessarie.
Nel mezzo della crisi in arrivo e nonostante l’intervento della corporazione dei Militari volto alla conquista della Cittadella, Lys e le sue amiche e colleghe – Catalin e Isabelle – dovranno fare in modo di portare a termine la loro missione: salvare il salvabile. Senza immaginare quale sarà il prezzo che dovranno pagare per riuscirci."
 
e con la presentazione dell'Editore
 
"Un romanzo di azione e sentimenti. Un filo di luce nel cielo ci presenta un futuro futuribile,
tanto reale da far quasi rabbrividire. Sullo sfondo di una realtà apocalittica, si svolgono le avventure di donne coraggiose, capaci di rendere un gesto banale quasi eroico. L'amore per la Scienza, la volontà di riscatto, la necessità di una nuova vita rappresentano le basi di questa storia fantascientifica, ma nello stesso tempo immaginabile ai giorni nostri.
Cosa accadrebbe se la vita su questo pianeta fosse minacciata? Personaggi tangibili, che vi resteranno nel cuore, proveranno a dare la loro risposta.
Consigliato agli amanti del genere action e tecno-thriller; a coloro che amano scenari apocalittici e protagonisti che lasciano il segno."
 
 
La copertina è opera di Genesis Publishing, e coglie in pieno lo spirito del romanzo. 
 
Arrivederci alla prossima!
 

11 settembre 2015
 
L’aggiornamento di questa pagina prosegue con due romanzi pubblicati da GDS Editore.
La decisione di cercare un nuovo Editore - nonostante la buona e positiva esperienza con l’editore precedente – è stata presa sulla base di queste considerazioni:
      - anzitutto Prospettiva ha vocazione per la saggistica, più che per la narrativa. Pubblica sì anche narrativa, ma la fantascienza è un genere in pratica di nicchia, qui in Italia, con ben scarse possibilità di farsi notare. Già il romanzo di un esordiente anche in generi più ‘di massa’ come romance oppure narrativa di formazione passa quasi inosservato, figuriamoci un romanzo di (questo) genere!
Prospettiva ha fatto ogni sforzo per migliorare la visibilità delle mie pubblicazioni provvedendo all’inserimento dei titoli nei canali appropriati di vendita online e a presentazioni che purtroppo sono andate quasi deserte. Ne sono state organizzate ben quattro nella mia città, e solo la prima ha avuto un discreto afflusso di pubblico: circa trenta persone, delle quali almeno una ventina fra parenti e conoscenti. E dire che c'erano perfino gli articoli nei giornali locali! Decisamente Padova non è il luogo migliore per queste iniziative...
     - di conseguenza decisi di cercare la pubblicazione con un Editore di genere: se uno cerca un libro di fantascienza è più facile che approdi a un sito che tratta proprio quel genere di letteratura.
 
 
Titolo:                            La pianura dei demoni
Editore:                         Editrice GDS
Anno di pubblicazione: 2013
Codice ISBN:               9788867820757 EPUB, 8867820567 cartaceo
Pagine cartaceo:          326
Attualmente disponibile
 
Il libro è un ideale seguito a “Risveglio”, pur non richiedendo la lettura del precedente e – prima che me lo chiediate – no, non ci sarà il terzo volume. Le trilogie vanno di moda, ma a quanto pare io non seguo molto le mode.
Strutturalmente è più variegato rispetto al romanzo d’esordio, con un maggior numero di personaggi e di situazioni; con qualche flashback e un po’ d’azione in più.
In particolare mi sono soffermato sui ragionamenti che potrebbe fare una ‘primitiva’ IA votata alla distruzione e – nella prima parte – sulla nuova esperienza di Hannes Ibanez all’interno della nuova società. Per Ibanez tuttavia, le conseguenze del secondo periodo di ibernazione si riveleranno gravissime.
La seconda parte prende in considerazione la disgregazione e la disperazione della piccola società umana presente sul pianeta Printempo all’arrivo di una nave destinata alla colonizzazione, con la prospettiva di una schiavizzazione degli abitanti e le conseguenze di scelte sbagliate.
La terza e ultima parte affronta il nodo cruciale del libro: cosa e come saresti disposto ad agire se la tua vita, i tuoi valori, la tua società fossero in pericolo?
La soluzione non sarà né semplice né indolore. I protagonisti sono persone comuni, non sono eroi in stile Conan o Superman: fanno del loro meglio in una situazione potenzialmente catastrofica, e non tutti reagiranno allo stesso modo.
Non esiste una soluzione univoca, e ogni personaggio – nel romanzo - sceglie quella che gli è più congeniale.
La narrazione è in terza persona onnisciente, scelta praticamente obbligata, vista la quantità di personaggi presenti.
Rispetto al precedente ho curato maggiormente la caratterizzazione dei personaggi e la trama. In particolare la quantità di figure presenti si è rivelata per me difficile da gestire, tant’è che col romanzo successivo sono tornato a una forma più semplice (se non altro come quantità di personaggi).  
 Ed eccolo qua:
 
 
Editore:                         Editrice GDS
Anno di pubblicazione: 2014
Codice ISBN:                9788867822454-EPUB
Attualmente disponibile
 
Stavolta niente voli su pianeti lontani ed esotici: la vicenda si svolge a Padova e nel PNAB (Parco Nazionale Adamello Brenta) e la protagonista è quanto di più lontano si possa pensare dall’eroina di turno.
Non è palestrata, non ha un fisico statuario con due poppe così, non ha una visione ottimistica della vita. Non è nemmeno giovane. E comincia ad avere qualche capello bianco.
Elisabetta d’Andrea – detta Sabet – è una persona che pone i suoi principi di giustizia e lealtà sopra altri interessi e per questo sarà oggetto di caccia all’uomo da parte dello Stato, nel suo tentativo di portare a termine quella che crede la sua missione.
Proteggere l’inviato da un altro mondo che le è stato affidato.
Il romanzo appartiene al genere distopico, in un Italia post-fascista, che non ha partecipato alla seconda Guerra Mondiale e in cui la società è molto ben controllata dallo Stato (ma non si tratta di una rivisitazione del 1984 di Orwell, tranquilli, piuttosto ho immaginato quella che mi pare la naturale evoluzione di una società com’è attualmente la nostra, con internet, telecamere di sorveglianza e raccolta dei dati su tutto e tutti).
Il tema affrontato da Diario di Sabet riguarda l’aderire ai propri princìpi nonostante le situazioni avverse.
Dal punto di vista strutturale il romanzo alterna stralci del diario che la protagonista scrive sul suo portatile, quindi in prima persona, con la narrazione in terza persona onnisciente, in modo che il lettore possa farsi l’idea precisa delle situazioni (paradossalmente l’unica a non capire appieno le cose è proprio Sabet, che nella sua situazione non può sapere tutto).
La copertina è una foto scattata da me nel PNAB, appunto: si tratta del Lago Nero, in cui si svolge una parte dell'azione. Fra parentesi: se potete andate a vederlo, ne vale la pena.
 
Il finale è libero, nel senso che ci sono tre possibili modi in cui la vicenda può finire (a prima vista potrebbero sembrare solo due, ma in realtà ce n’è un altro: ho inserito alcuni indizi qua e là nelle pagine!) e ognuno sceglierà quello che più gli piace.
Personalmente preferisco il terzo finale, quello nascosto.
 
 
5 settembre 2015
 
Bentrovati dopo la pausa estiva!
Aggiorno con il primo (e totalmente inosservato!) romanzo di fantascienza, cioè questo:
 

Titolo: "Risveglio"
ISBN: 88-7418-303-8
Pagine: 202
Editore: Prospettiva Editrice, nel 2005

E' un dato di fatto che ogni autore, una volta faticosamente partorito il primo capolavoro ne pensi (abbastanza) bene e veda un futuro radioso in cui i posteri ricorderanno quel colpo di genio che ha portato a cotanta perfezione.
 
Nulla di più falso.
 
E' vero, si è trattato di un parto faticoso, ma a rileggerlo adesso non lo rifarei allo stesso modo. Intendiamoci, a detta di chi ha letto le copie che ho distribuito non è proprio così malaccio (almeno non così tanto!), ma presenta tutti i difetti dell'opera prima dello scrittore alle prime armi, in particolare una certa dose di ingenuità e - peggio ancora - la fretta di vedere terminata la propria opera, cosa da evitare se non si ha una deadline.
 
L'argomento non è proprio originalissimo - la ricerca di un nuovo posto in cui vivere a causa della catastrofica situazione venutasi a creare sulla Terra - ma l'intento di fondo non era tanto raccontare una storia avventurosa quanto affrontare il tema delle scelte - a volte pesanti - che dobbiamo prendere quando ci troviamo in una situazione della quale faremmo volentieri a meno.
 
Protagonista del romanzo è Hannes Ibanez, un tecnico che, in modo imprevisto e casuale, si trova a bordo della nave "Esperanto", diretta verso 82 Eridani (vi rimando alle fonti in Rete per le caratteristiche di questa stella) e che per una fortuita coincidenza si trova ad essere l'unico essere umano sveglio a bordo della nave, una volta giunta a destinazione.

In questa sua avventura - risveglio, adattamento, tentativo di ripresa di una vita "normale", esplorazione del nuovo mondo - è accompagnato dai Lavoratori, androidi appositamente creati per assistere gli umani nel viaggio.
 
Al di là delle situazioni e delle avventure vissute da Ibanez, ho posto l'accento su un tema che mi pareva non di poco conto: un pianeta abitabile significa quasi certamente un pianeta abitato. Non necessariamente da creature intelligenti, magari anche solo da batteri o piante (o quel che è, visto che è impossibile immaginare la varietà di forme di vita che potrebbero esistere).
 
Ma se la colonizzazione comportasse l'estinzione dei nativi, come occorrerebbe comportarsi?
Sostanzialmente le vie sono due: o si fa o non si fa. In entrambi i casi qualcuno deve soccombere, ma quando si tratta di mors tua vita mea non è che in genere ci sia molto da discutere, no?
Questo è il dilemma di fondo, e Ibanez fa del suo meglio per venirne a capo, senza riuscire a trovare un'altra possibilità (che invece esiste e non verrà trovata da lui).
 
Il tema del "risveglio" si pone su diversi livelli: non solo il risveglio fisico di Ibanez - con tutte le difficoltà che comporta - ma anche il risveglio delle coscienze degli androidi a bordo della nave che, via via che le cose proseguono prendono sempre più coscienza di loro stessi e del loro compito.
 
Per creare una situazione che fosse verosimile ho assunto l'adozione dell'esperanto come lingua franca: ragion per cui ho fatto uso del Senkosta Malgranda Esperanto Gramatika, il corso gratuito di esperanto in autoistruzione messo a disposizione dagli esperantisti; per le tecniche di ibernazione mi sono rifatto allo stato dell'arte cercando fonti in rete che potessero chiarirmi le idee. Un po' di ricerca ci vuole anche per scrivere un romanzo. E nello stesso tempo ho ampliato le mie conoscenze su questa lingua.
 
Di sicuro non sono stato il primo ad avere quest'idea, tant'è che decenni fa il compianto Philip Josè Farmer l'aveva utilizzata per la serie di romanzi ambientati nel Mondo del Fiume (che, detto fra parentesi, se non li avete letti e siete appassionati di fantascienza, vi consiglio caldamente di procurarvi).
 
Curiosamente negli anni successivi, mentre sbirciavo qua e là in Rete alla ricerca di qualche altro spunto, ho trovato qualcun altro (sito in lingua inglese) che su un pianeta orbitante attorno a 82 Eridani aveva immaginato creature che camminano su sei zampe, mentre qualcun altro ipotizzava su un sito anche questo in inglese  - e proprio come avevo fatto io - cinque pianeti attorno alla stella!
Che gli scrittori di fantascienza siano fatti con lo stampino?

L'immagine di copertina è opera mia: ho sovrapposto e fatto stampare due diapositive scattate in anni diversi. La prima è una foto della Luna, ripresa col teleobiettivo; la seconda è la foto di un tramonto ripresa da Cima Ekar.
 
Essendo scaduto il contratto il libro non è più reperibile: non mi risultano copie vendute, a parte le poche piazzate durante le presentazioni nelle librerie, e così solo pochi (s)fortunati possono dire di possedere la mia opera prima di sci-fi.
 
  
 
8 agosto 2015
 
Continuo la carrellata sul pregresso, approfittando della pausa estiva. Fra non molto il blog chiuderà per ferie e in seguito riprenderò con altri argomenti. Altrimenti la cosa diventa un po' noiosa...
 
Per adesso completo la lista delle sudate (e quasi inosservate) pubblicazioni a carattere di saggio con altri tre testi:

Titolo: "Le perdite di navi alleate e giapponesi nel Pacifico"
ISBN: 88-7418-176-0
Pagine: 219
Editore: Prospettiva Editrice, nel 2004


Libro nato inizialmente come appendice a quello sugli scontri navali nel Pacifico: avevo creato - in un certo senso - un mostro, essendo l'appendice più voluminosa del libro stesso!
 
A questo punto fu quasi naturale dargli la dignità di pubblicazione a sé stante, che ebbe un discreto successo (grossomodo 300 copie vendute) in ragione della novità dell'argomento trattato.  E considerate che se è vero che una buona metà dei libri pubblicati vende fra 0 e 1 copia (avete letto bene: fra zero e una copia!) allora direi che questo libro ha spopolato alle grande! 


Titolo: "Hell ships"
ISBN: 88-7418-257-0
Pagine: 139
Editore: Prospettiva Editrice, nel 2005




Il termine più esatto per descrivere la gestazione di "Hell ships" potrebbe essere serendipity (che non vi spiego cosa vuol dire perché di sicuro lo sapete già): trovai il termine "hell ships" nel corso delle ricerche sui due libri precedenti, scoprendo che era il modo in cui venivano chiamate le navi per trasporto prigionieri.
 
Si tratta di un capitolo decisamente triste e molto poco conosciuto; la trattazione era intesa a dare una panoramica generale sul fenomeno, senza scendere in troppi particolari. In un certo senso è stato come alzare la classica pietra per vedere cosa c'è sotto. 
 
E' il testo per il quale ho chiesto il maggior numero di autorizzazioni all'uso delle informazioni e anche questo colmava una lacuna della storiografia in lingua italiana.
 
E' anche il testo che è stato maggiormente criticato: in parte per la semplicità con cui ho affrontato alcuni aspetti (ma come detto voleva essere un testo a livello generale, una panoramica sugli avvenimenti e non una dissertazione approfondita) e in parte (e qui con buona ragione!) per aver inserito opinioni personali nello scritto. Non molte in verità, ma contravvenendo a quello che è il compito di chi scrive storia: citare i fatti con la maggiore precisione possibile e col distacco necessario, qualunque sia l'argomento trattato. Lo storico (che sia lo storico professionista o che si tratti dell'ultimo arrivato - cioè il sottoscritto - deve trattare la storia sempre tenendo a mente questo imperativo.
Ho recitato il mea culpa e mi sono ripromesso di non cascarci più. E infatti col libro successivo non ci sono cascato.
Si tratta di questo:
 
Titolo: "La battaglia del Mar di Bismarck"
ISBN:978-88-7418-653-2
Pagine: 137
Editore: Prospettiva Editrice, nel 2011
 
 
 
Alzi la mano chi sapeva che c'è stata anche questa!
 
No, non ha niente a che fare con la famosa nave tedesca e no, il Mar di Bismarck si trova dall'altra parte del mondo.
In effetti si tratta di una battaglia quasi sconosciuta che ha avuto però ripercussioni assai importanti nel seguito. Ha segnato in pratica l'inizio della fine dell'espansione giapponese, pur non avendo la risonanza che hanno avuto Midway o Guadalcanal.
 
Per le ricerche ho pure contattato due reduci australiani al tempo ancora in vita e utilizzato ritagli da giornali dell'epoca, in particolare per il capitolo finale sulle notizie date al tempo e sulle opinioni della popolazione australiana in particolare.
 
Potrà sembrarvi strana la citazione dell'Australia e non sarebbe sorprendente, ma la battaglia del Mar di Bismarck si inserisce in quella serie di fatti e scontri che viene conosciuto come "Battaglia per l'Australia" appunto: impedire l'invasione del continente da parte delle armate nipponiche. 
 
Penso che sia il testo migliore fra i brevi saggi pubblicati ed è anche quello che ha preso più tempo (anni!) fra l'inizio delle ricerche, la stesura e la pubblicazione.
 
Ma si impara ad avere anche un po' di pazienza...soprattutto quando si tratta di libri!
 
Devo ringraziare non solo Prospettiva Editrice - nella persona del direttore A. Giannasi e collaboratori - ma anche le numerosissime persone in U.S.A., Australia, Italia, Olanda, Scozia, Germania, Giappone che hanno contribuito con estrema cortesia e gentilezza alla riuscita di questi progetti, fornendo documenti, immagini e anche testimonianze di prima mano.
 
Scrivere di storia significa scrivere di collaborazioni che vanno ben oltre i confini del nostro Paese.
 
Con questo termino le vecchie pubblicazioni a carattere storico: ce ne saranno altre negli anni seguenti, ma di tutt'altro genere.
Anche questi testi non sono più reperibili.
 
A risentirci!
 
 
6 agosto 2015
 
Titolo: "Gli scontri navali nel Pacifico"
ISBN: 88-7418-129-9
Pagine: 205
Editore: Prospettiva Editrice, nel 2003
 
 
 
 
 
 
Si tratta della mia prima pubblicazione, nata quasi per caso: essendo da sempre interessato alla storia, anche navale, avevo notato che l'editoria italiana mancava di testi sull'argomento.
Si trovavano e si trovano tuttora ottimi libri sulle vicende navali accadute nell'Atlantico ("La guerra navale nell'Atlantico" di Luis de la Sierra), nel Mediterraneo (diversi autori italiani e stranieri, ma qui mi piace ricordare l'eccellente "La guerra italiana sul mare" di Giorgio Giorgerini), e via dicendo.
 
A questo punto, notato che in siti sia americani, sia australiani (ma non solo: anche olandesi) si trovavano un sacco di notizie sull'argomento, presi a raccoglierle, non tanto per farne un libro (cosa che al principio non era nelle mie intenzioni), quanto per farmi una cultura personale su fatti che per me erano quasi sconosciuti.
Dopo qualche mese di ricerche avevo raccolto una discreta quantità di resoconti, per cui il passo successivo fu pormi la fatidica domanda: Se nessuno qui in Italia ci ha fatto in libro, perché non potrei essere io a farlo?
 
Mi misi al lavoro per circa un anno, organizzando tutto in ordine cronologico e al tempo stesso chiedendo ai proprietari dei siti o delle informazioni le necessarie autorizzazioni alla citazione (devo dire che sono rimasto sorpreso della collaborazione e dell'entusiasmo che tutti gli interpellati hanno dimostrato!).
 
Una volta completata la prima stesura occorreva trovare un editore interessato. Anche qui inutile dire che prima di approdare (è il caso di dirlo!) a Prospettiva, collezionai non meno di una decina di rifiuti (o forse anche di più).
 
Non vi dico l'emozione al ricevimento delle copie destinate all'autore!
 
Ma si trattava di un'opera prima, con tutte le carenze del caso: si trattava più di riassunti che di narrazione vera e propria - del resto a me interessava far sì che un lettore interessato potesse trovare qualcosa sull'argomento - e anche lo stile lasciava molto a desiderare, ma tutto sommato il lavoro, per quanto non fosse il massimo, perlomeno contribuiva a colmare una lacuna nell'editoria italiana.
 
Ciliegina sulla torta: poco più tardi BUR metteva in ristampa "La guerra nel Pacifico" di Millot. Grande libro, accuratissimo e assolutamente da leggere se interessati al periodo storico. Non perderò troppo tempo nel dire che la mia sudata creazione al confronto scompariva...e qui potete immaginare una figura accasciata al suolo (io) che si dispera fragorosamente, con alte lamentazioni...ma il testo di Millot rimane sempre e comunque una pietra miliare della storiografia della guerra del Pacifico.
 
Il libro non è più reperibile, essendo scaduti i termini per l'utilizzazione nel 2008, ma rimane per me un passo importante sia dal punto di vista personale che per l'esperienza acquisita in tutto il processo che ha portato alla pubblicazione.
 
Che valutazione ne darei adesso, a distanza di tempo? Mah, direi la sufficienza...se non altro per la buona volontà!
 
a risentirci!
 
 

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